Per la legge italiana, che distingue i beni in mobili e immobili, sono considerati immobili, per disposizione espressa dell'art. 812 del Codice civile italiano:

«il suolo, le sorgenti e i corsi d'acqua, gli alberi, gli edifici e le altre costruzioni, anche se unite al suolo a scopo transitorio, e in genere tutto ciò che naturalmente o artificialmente è incorporato al suolo. Sono reputati immobili i mulini, i bagni e gli altri edifici galleggianti quando sono saldamente assicurati alla riva o all'alveo e sono destinati a esserlo in modo permanente per la loro utilizzazione.»

Tutti gli altri beni non ricompresi in questa elencazione sono da considerarsi beni mobili.

Un tempo la distinzione tra beni immobili e beni mobili rappresentava la summa divisio all'interno della categoria dei beni. Oggi a quella distinzione se ne affiancano altre.

Gli immobili sono censiti in catasto, suddiviso in un catasto terreni (NCT, Nuovo Catasto terreni[1]) e in un catasto edilizio (il Catasto dei Fabbricati).